Veniceland. Qualche dato (I parte)

RENDERING DEL PROGETTO ISOLA DI SAN BIAGIO . Fonte Ditta Zamperla - da "Il Corriere del Veneto"

Veniceland è un nomignolo che tra le calli strappa da tempo un sorriso sardonico. Così i veneziani chiamano la città che va spopolandosi, trasformata da una politica becera e corrotta in un suggestivo quanto posticcio parco giochi per turisti. Non si aspettavano però, i sornioni veneziani, che Veniceland acquistasse d’improvviso un ulteriore grado di realtà, trasformandosi da immagine simbolica a fatto tremendamente concreto.

Oggi Veniceland è un progetto in fase di avviamento che minaccia una delle ultime aree residenziali a carattere popolare della città. Si tratta di un assurdo parco dei divertimenti destinato a sorgere in Sacca San Biagio, isola situata al centro della laguna, nella parte finale della Giudecca. L’area, conosciuta come l’isola delle scoasse, ospitava fino al 2003 un inceneritore (dismesso nel 1984) e, lasciata in stato di abbandono, è stata utilizzata come discarica abusiva per la mancanza di fondi sufficienti a bonificare il terreno saturo di diossina e metalli pesanti, intervento necessario per poterla riconvertire ad uso pubblico. Questo fino all’anno scorso, quando Alberto Zamperla, ricchissimo imprenditore vicentino, è riuscito senza alcuna difficoltà ad ottenere l’area (che è di proprietà demaniale) in concessione per 4 anni, tempo necessario a compiere studi e analisi di fattibilità preliminari alla costruzione dell’orrenda creatura da lui immaginata. Dopo che i carotaggi compiuti tra ottobre e novembre dal consulente ambientale della ditta privata hanno dato i risultati sperati (mostrando la presunta possibilità di ridurre al minimo la nocività degli inquinanti a costi contenuti), il progetto ha assunto sempre maggiore concretezza e attende ora esclusivamente il via libera delle istituzioni locali per estendere a 50 anni la durata della concessione e iniziare al più presto i lavori di costruzione.

È l’imponente dio del capitalismo italiano in persona a presentare questo progetto-mostro alla cittadinanza in un’assemblea pubblica il 7 Marzo, a pochi passi da dove dovrebbe sorgere il luna park della laguna. La Zamperla spa, leader mondiale nel settore delle giostre, con alle spalle progetti di più che dubbia “riqualificazione” di aree abbandonate in tutto il globo, finge di desiderare un confronto autentico e aperto con gli abitanti del quartiere, di voler ascoltare ogni opinione ed esigenza, adattando ad esse la propria visione. Credendo di trovarsi davanti ad una platea accondiscendente ed affetta da pesanti deficit cognitivi, l’assistente di Zamperla descrive così con dovizia di particolari il progetto, mostrandone al contempo un rendering grafico ed un video promozionale [http://video.gelocal.it/nuovavenezia/locale/un-parco-di-divertimenti-a-venezia-il-progetto-che-fa-discutere/19654/19701]. È una visione talmente raccapricciante da rasentare l’irrealtà. Così orrendo, insensato, ridicolo, da risultare inverosimile, da lasciare tutti lì increduli a chiedersi come diavolo sia mai venuta in mente a qualcuno un’idea tanto demenziale.

Il progetto prevede infatti la radicale trasformazione di Sacca San Biagio, in cui verrà costruito un parco divertimenti di carattere “culturale”, ovvero centrato sulla storia e sull’ambiente di Venezia. Una parte sarà dedicata alla storia della Serenissima, con proiezioni di video 3d sulla vita del doge davanti a poltrone mobili e ricostruzioni della battaglia di Lepanto su finte galeazze contenute in una piscina. Un’altra ricostruirà invece l’ “ambiente lagunare originario”, ricreando artificialmente una barena ed importando esempi di flora e fauna locali, nonché riproducendo in miniatura i luoghi dell’artigianato tipico veneziano, come le cavane, gli squeri, l’arsenale. Un’ultima sezione ospiterà un “Carnevale tutto l’anno”, per sollazzare gli inconsolabili sfortunati che hanno mancato per scarso tempismo quello reale. Infine, per concludere, giostre a volontà ed un’enorme ruota panoramica con vista su Porto Marghera. Tutto per il nobile fine di fornire ai crocieristi parcheggiati a pochi metri di distanza un “acculturamento in poco tempo” (sic!), una sorta di Venezia compressa da visitare “divertendosi” in un paio d’ore, senza dover affrontare le difficoltà di orientamento ed i lunghi e varicosi itinerari a piedi che la città vera presenta. Come necessario contentino, alla martoriata popolazione locale vengono “concessi”: un minuscolo spazio per i bambini ricavato su terreno altamente contaminato, una manciata di posti barca (nonostante le barche a vela presentate nelle foto assomiglino ben poco a quelle tipicamente possedute dai veneziani) e una passeggiata larga 5 metri che costeggia il perimetro murato del parco e ospiterà bar e ristoranti gestiti sempre dalla Zamperla spa.

https://i2.wp.com/static2.blog.corriereobjects.it/divini/wp-content/blogs.dir/31/files/2013/10/ven21-500x242.jpg

Ma come si può concedere a qualcuno qualcosa che già gli appartiene? È una domanda che non sembra nemmeno sfiorare il manager della ditta, impossessatasi senza alcuna preliminare consultazione pubblica di un’area comune grazie all’appoggio incondizionato e supino di uno stato sempre più affamato di capitali e sempre meno in grado di prendersi cura dei propri beni. E così si arriva al paradosso per cui il privato, che rapina il suolo pubblico per i propri individualissimi profitti, viene calorosamente ringraziato davanti ai nostri occhi per la gentile cortesia che dimostra nel voler narrare i suoi edificanti progetti alla popolazione, come se ciò fosse un atto di somma gentilezza anziché un doveroso requisito minimo. E con fare paternalistico e voce melliflua si dichiara desideroso di ascoltare i cittadini, di intrattenere con loro un sereno e proficuo dialogo, promettendogli intanto qualche magro ossicino da rosicchiare e tentando (con assai poco rispetto) di incantarli con un rodato elenco di parole magiche: riqualificazione, valorizzazione, lavoro, interesse generale.

Cosa si nasconde dietro queste sirene? Riqualificare un’area abbandonata ed inquinata equivarrebbe per Zamperla ad inscatolarne gli elementi tossici in un cassone idraulico e a costruirci sopra un’insulsa Venezia di plastica che risparmi ai crocieristi la fatica di scendere troppo a lungo dal ventre del loro bestione. Valorizzarla significherebbe metterla a profitto, trasformare anche quest’angolo in una macchina da soldi dopo averlo espropriato ai cittadini, e sconvolgere i delicati equilibri socio-culturali delle isole limitrofe (Sacca Fisola e la Giudecca), che da tempo resistono alla piaga del turismo mantenendo una loro vitalità, un loro carattere peculiare. Esse saranno all’improvviso attraversate da flussi ingenti di persone (si calcolano 11.000 visitatori al giorno), in un turismo mordi e fuggi che snaturerà la popolazione e l’economia del luogo per soddisfare le proprie edonistiche esigenze. Allora l’area si valorizzerà così: i prezzi delle case aumenteranno, i residenti saranno costretti ad andarsene in terraferma e nuovi b&b e negozi di souvenirs sorgeranno vicino alla nuova irresistibile attrazione, mentre il valore meramente economico materializzatosi nelle tasche dei soliti pochi sgretolerà ogni residuo valore umano e culturale dell’isola. E il lavoro? Anche questo eterno strumento di ricatto pare oggi null’altro che un raggiro: gli operatori saranno infatti un numero esiguo e assunti come stagisti, pagati 2 euro all’ora per servire, con una laurea in mano, zucchero filato e pop corn agli americani in shorts. E sarà proprio l’università Ca’ Foscari a fornire a questa Idra divoratrice di cultura la manodopera schiavistica necessaria, grazie alla convenzione stipulata dalla Zamperla spa con la Fondazione Ca’ Foscari, il cui vice-presidente è guarda caso lo stesso Alberto Zamperla. Quello che resta del cosiddetto interesse generale, detto questo, pare evidente.

Rassegna stampa: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/10/30/news/parco-divertimenti-a-sacca-san-biagio-1.8019679

http://www.lastampa.it/2013/10/30/italia/cronache/venezia-il-luna-park-nellisola-dei-rifiuti-iP1EQ447XlFUrS8NU24l8I/pagina.html

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/29-gennaio-2014/san-biagio-la-bonifica-90-milioni-zamperla-il-parco-divertimenti-si-fara-2223993147232.shtml

http://www.opzionezero.org/2013/10/31/gazzettino-veniceland-parco-giochi-in-laguna/

di Klopf

Annunci

Un pensiero su “Veniceland. Qualche dato (I parte)

  1. Pingback: WIDER DIE URBANE DEMENZ – Cluverius

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...